Le priorità dell'Assisitente di Studio Odontoiatrico ASO

18/02/2020

La priorità di un’aso? Prima di tutto il paziente

Le priorità dell'Assisitente di Studio Odontoiatrico ASO

I Consigli della nostra ASO Valentina, per una corretta gestione delle priorità nella gestione del lavoro quotidiano dello studio dentistico

E l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Partiamo con una domanda. Qual è la prima cosa che deve fare un ASO quando entra nello studio odontoiatrico? Farsi il segno della croce e sperare che tutto vada per il meglio!

Eh già, è un po’ come all’inizio di una partita di campionato: tutti i giocatori, con spirito di squadra, si preparano per affrontare la sfida. Ma la partita è aperta, così, ogni mattina, per quanto uno studio possa essere organizzato e contare su uno staff medico efficiente, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Per quanto possiamo desiderare di seguire, insieme al nostro team odontoiatrico, tutte le procedure, dobbiamo essere in grado di saper gestire anche piccole “urgenze” o imprevisti.

Infatti, non esiste protocollo o tecnica così accurata o rigorosa da evitare qualsiasi tipo di “evento” capace di mettere a rischio il nostro lavoro super pianificato.

Perché è importante gestire l’imprevisto?

Perché, lo scopo è dedicare il giusto tempo alla visita e offrire un servizio “salute dentale” eccellente, in cui tutto ruota attorno ad un’unica figura: il paziente. E per farlo dobbiamo essere molto brave a capire quali sono le priorità, organizzare alla perfezione il nostro lavoro ed essere pronte a ad affrontare ogni tipo di urgenza.

 

Il tempo di comunicazione è tempo di cura

Il tempo da dedicare alla visita, è un valore che deve rientrare tra le normali attività di cura: è il punto di partenza fondamentale per avere una visione più ampia e circostanziata della patologia e del paziente in generale, e porre così le basi per una migliore diagnosi.

Per ottenere ciò, l’anamnesi è il migliore degli strumenti. Trasformala in una raccolta collaborativa, tra tutti gli attori dello studio (medico in testa ovviamente) e il paziente. Più informazioni verranno rivelate, più attivamente l’assistito si sentirà coinvolto nella terapia e migliori saranno il livello di soddisfazione reciproca e il risultato clinico.

Durante il tuo percorso professionale, potrai notare come ogni paziente, ha bisogno di sentirsi accolto nella sua esperienza di malattia. Sapere che l’odontoiatra (compreso lo staff medico) lo “sta ascoltando” e quindi, lo capisce, innesca meccanismi di fiducia che aiutano una corretta percezione del nostro lavoro.

Il dialogo tra paziente e staff medico

Il dialogo tra paziente, medico e staff, è essenziale per entrare in sintonia e garantire una completa accettazione del piano di cura. Prestare attenzione e ascoltare con empatia significa non semplicemente occuparsi “clinicamente” del paziente, ma essere presente per l’altro.

Infatti, ti capiterà in diverse occasioni di sentirti più che un ASO una “confidente della poltrona accanto”.

La scena sarà questa: appena il tuo doc si allontanerà dalla stanza, sentirai una vocina e credimi non sarà quella della tua coscienza, che sussurrerà con voce quasi tremante: “Scusi, ma ora il dottore cosa mi farà, mi farà male?” oppure “Non ho capito, per quanto tempo devo prendere l’antibiotico…”.

Magicamente ti sembrerà di non avere più davanti a te, il tuo caro paziente ma un conduttore di quiz televisivi, pronto a inondarti di questioni di vario genere e ti chiederai con stupore: “Ma in quale parte del mondo avrà trovato domande così bizzarre?”. E proprio in quell’istante fioriranno in te una creatività e un’inventiva della quale rimarrai stupita.

Dovrai essere preparata nel rispondere a domande specifiche e gestire diverse tipologie di paziente, così come, a mettere in pratica tutte le abilità personali e caratteriali che contraddistinguono ogni ASO degna di questo titolo.

Cara collega, sei pronta ad allenare le tue doti comunicative? Nel prossimo articolo, potremo farlo insieme…

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