ASO al tempo del COVID-19

29-07-2020

Come sta cambiando la professione dell'Assistente di Studio Odontoiatrico

L’epidemia del SARS-CoV-2, sta avendo un enorme impatto sulla percezione dei pazienti, poiché gli studi dentistici vengono erroneamente visti come possibili "luoghi di contagio", a causa delle caratteristiche intrinseche della professione odontoiatrica.

Molti pazienti, mi chiedono: "È sicuro andare dal dentista?", oppure: "Il nostro piano di cura, subirà delle modifiche?"
Ai miei pazienti, rispondo: "Sì, è sicuro andare dal dentista, in questo periodo di gestione dell’emergenza, solo per le urgenze, successivamente anche per tutti gli altri trattamenti."

Abitualmente noi disinfestiamo e sterilizziamo tutte le superfici e gli strumenti per contrastare la diffusione di virus e batteri.
In aggiunta, in questo periodo, prendiamo tutte le dovute precauzioni e adottiamo una comunicazione mirata, per tranquillizzare i nostri pazienti.

In primo luogo, mi sembra giusto segnalare i punti principali (raccomandati dal Sidp e dal Ministero della Salute), che dobbiamo mettere in campo per la prevenzione del COVID-19 nei nostri studi dentistici.

Misure di prevenzione Covid-19 per accesso negli studi dentistici

  • Prima che il paziente abbia accesso presso lo studio, bisogna effettuare un triage telefonico, per:
    • verificare eventuali viaggi in Cina o Corea del Sud, nonché di eventuale provenienza da zone con presenza di soggetti positivi o soggetti a quarantena obbligatoria o frequentazione di persone proveniente da dette zone;
    • escludere la presenza di sintomi correlabili al COVID-19 (tosse secca, febbre, dispnea, congiuntivite…);
  • distanziare gli appuntamenti;
  • in sala d’attesa prevedere un periodico adeguato ricambio di aria, nell’ambiente operativo, tra un paziente e l’altro;
  • fare indossare, al paziente, al momento dell’ingresso in sala d’attesa i copri calzari e far riporre nel sacchetto oggetti e abiti;
  • mettere a disposizione del paziente, in sala d’attesa, un disinfettante alcolico e mascherine;
  • indossare tutti i dispositivi di protezione per operatore e assistente (mascherina, occhiali e maschera protettiva, cuffia, camice monouso, doppi guanti);
  • detergere, per ogni nuovo paziente, con soluzioni a base di alcool o di cloro tutte le superfici, maniglie o bottoni oggetto di contatto;
  • far eseguire un risciacquo pre-operatorio con un collutorio antimicrobico al paziente in quanto aiuta a ridurre il numero di microbi nella cavità orale;
  • il medico dovrà applicare, al paziente, la diga di gomma e usare la doppia aspirazione.

Un ruolo determinante, nel raggiungere i suddetti standard di sicurezza e tutela, sia per i pazienti che per gli operatori sanitari, spetta a tutto il nostro team odontoiatrico.

Cara collega, arrivate a questo punto, vorrei cogliere l’occasione per raccontarti cosa sono i dispostivi di protezione individuale (DPI), tanto menzionati, in questi giorni dai notiziari e dai più famosi programmi di informazione.

Misure barriera (DPI) dispositivi di protezione individuale

Per prevenire la contaminazione degli indumenti sottostanti e per proteggere la cute le mucose dall’esposizione a sangue o a materiale organico dobbiamo indossare, durante il nostro lavoro i: dispostivi di protezione (DPI).

I DPI, vanno a determinare il cosiddetto "effetto barriera" e sono costituiti da:

  • capi di abbigliamento: scarpe, camici, pantaloni, copri scarpe costituiti da materiali e tessuti detergibili e sterilizzabili o materiale monouso (tessuto, tessuto– non tessuto in TNT, tessuti accoppiati con film di Gore – tex);
  • accessori: guanti, mascherine, occhiali, maschere facciali, tutti monouso e sterilizzabili.

Per maggiori informazioni su tutti i DPI in uso, leggi anche l’articolo Misure barriera (dpi) dispositivi di protezione individuale

Le misure barriera devono possedere la marcatura CE e rispondere ai requisiti previsti dal Titolo III – Capo II del D.Lgs. 81/08 per la protezione da agenti biologici. Esse riguardano i DPI che devono essere indossati per le procedure e le attività che possono produrre schizzi o spray contenenti sangue o liquidi biologici e devono essere tolti prima di lasciare le zone deputate alla cura dei pazienti.

Per maggiori informazioni sul Marchio CE nei DPI, leggi anche: La marcatura ce, requisito essenziale per i dpi

La prevenzione dalle infezioni e delle malattie infettive, inizia dalle mani

Eh già, sin da piccoli, ci dicevano: "Bambini andate a lavarvi le mani, tra poco si mangia!". Forse all’epoca, non eravamo così consapevoli dell’importanza di quel piccolo gesto, di quel "rito" del lavarsi le mani.
Oggi, da adulti sappiamo che il lavaggio delle mani è la prima e più importante metodica di prevenzione della trasmissione delle malattie infettive.
Le mani, soprattutto nel nostro ambiente di lavoro, sono il veicolo principale delle infezioni ospedaliere di origine esogena.
Attraverso le mani, noi operatori sanitari, possiamo trasferire i microrganismi patogeni da un paziente all’altro e dai pazienti al personale stesso.

È importante, all’ inizio del turno di lavoro, toglierci tutti gli effetti personali come anelli, orologi e braccialetti, poiché possono costituire un sito di contaminazione non detergibile.

Prima di ogni terapia, dobbiamo lavarci le mani con acqua e sapone (detersione) che, sono sufficienti a rimuovere i microrganismi acquisiti occasionalmente attraverso il contatto diretto o indiretto con il paziente, ad esempio quando ci saluta.

Per ottenere, una disinfezione più accurata, dopo avere effettuato il lavaggio delle mani, possiamo trattarle con disinfettanti a base di sali di ammonio di quaternario, iodofori, alcool al 70% o clorexidina allo 0,5%.

Quali sono le differenze, dei prodotti utilizzati per il lavaggio delle mani?

  • Detergente liquido: composto che svolge un’azione pulente, senza azione antisettica
  • Sapone antimicrobico (sapone detergente contenente un agente antisettico): clorexidina 4% soluzione saponosa; pvp iodio 7,5% soluzione saponosa; IrgasanDp 300 0,5-1%
  • Soluzione su base alcolica (soluzione antisettica idroalcolica): soluzione/gel alcolica con emollienti (con o senza clorexidina 0,5%)

A seconda, del tipo di procedura che dobbiamo svolgere, è necessario distinguere:

  • Lavaggio sociale: eseguito con acqua e detergente;
  • Frizione antisettica: applicazione di un antisettico idroalcolico sull’intera superficie delle mani, per ridurre il numero di microrganismi presenti;
  • Lavaggio antisettico: lavaggio con acqua e detergente contenente un agente antisettico (sapone antimicrobico) o in un lavaggio di tipo sociale eseguito da un frizionamento antisettico.

Quando, utilizzare i diversi lavaggi?

  • Lavaggio sociale: prima dell’inizio del turno di lavoro; prima di mettere i guanti durante l’assistenza; dopo l’uso dei servizi igienici; dopo manovre sui pazienti che non comportino esposizione a materiale biologico.
  • Frizione antisettica: quando non è possibile procedere al lavaggio con acqua e detergente e le mani non sono visibilmente sporche; prima dell’assistenza al paziente (preparazione e somministrazione di farmaci, visita medica); dopo l’esposizione a materiale biologico.
  • Lavaggio preoperatorio: per l’antisepsi delle mani delle ASO e dell’equipe chirurgica, prima di indossare camice e guanti sterili.

Cara collega, come sempre, ti invito a scrivermi per qualsiasi dubbio o anche per suggerirmi un argomento che ritieni interessante o da approfondire.
Ti ricordo, di tenerti aggiornata sul nostro sito e di iscriverti ai nostri prossimi corsi, per vivere questo percorso insieme e essere costantemente informata su ogni aspetto!

Vuoi diventare anche tu un ASO?

Scopri i nostri prossimi corsi ASO a Roma